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Il pianto degli Angeli. Interpretazioni di un tema iconografico tra Oriente e Occidente, con Andrea De Marchi



Giovedì 13 gennaio ore 18
Il pianto degli Angeli. Interpretazioni di un tema iconografico tra Oriente e Occidente
Andrea De Marchi professore di Storia dell’arte medievale, Università degli Studi di Firenze

La Crocifissione dipinta probabilmente da Salerno di Coppo di Marcovaldo verso il 1280 nella sala capitolare di San Domenico a Pistoia rappresenta, a lato di quella di Cimabue nel transetto sinistro della basilica superiore di San Francesco ad Assisi, un vertice nella rappresentazione tardomedioevale della gestualità del dolore. Questa lezione si sofferma in particolare sui sei angeli che si torcono, esprimendo la commiserazione in forme violente, di ripulsa e di disperazione. Questa estremizzazione trae origine, come un po’ tutti i Pathosformeln duecenteschi, prima della decisiva moderazione giottesca, dal repertorio bizantino, estremizzando motivi puramente accennati e isolati. La gestazione di questo vocabolario di patetismo vibrato ed esibito, clamante, vede coinvolti nel terzo quarto del Duecento la cultura meticciata del Regno latino crociato, per cui si parla di vera e propria “lingua franca”, a metà fra Oriente e Occidente, e le inquiete sperimentazioni fra la Toscana nord-occidentale e l’Umbria, fra Nicola Pisano e il Maestro di San Francesco. L’affresco pistoiese è allora testimonianza altissima di una particolare temperie culturale e spirituale, percorsa da pulsioni contraddittorie, alla vigilia della razionalizzazione giottesca.


BIOGRAFIA
Andrea De Marchi è professore ordinario di Storia dell’arte medievale e coordinatore del Dottorato regionale in storia delle arti e dello spettacolo all’Università di Firenze. Formatosi a Siena con Luciano Bellosi, la sua produzione scientifica è vastissima: è autore di numerosi articoli su riviste specializzate, monografie e curatore di mostre e cataloghi. Tra le mostre recenti che ha curato, si segnalano: Da Donatello a Lippi. Officina pratese (Prato, Palazzo Pretorio, 2013, con Cristina Gnoni Mavarelli), Le opere e i giorni. Exempla virtutis e vita quotidiana nel racconto dei cassoni del Rinascimento (Firenze, Museo Stibbert, 2015, con Lorenzo Sbaraglio), Legati da una Cintola, L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città (Prato, Palazzo Pretorio, 2017, con Cristina Gnoni Mavarelli) e Verrocchio, il maestro di Leonardo (Firenze, Palazzo Strozzi, 2019, con Francesco Caglioti). Con il Comune di Pistoia ho contribuito alla serie di volumi Il museo e la città, dal 2011.

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